Sulle orme del padre Emanuele, istituzione del wakeboard paralimpico italiano, Claudia Pagnini ha intrapreso sin da piccolissima un percorso che l’ha portata ben presto a competere con le migliori.

Wakeboard
di Simone Colongo
@sim_uan

Volando sull’acqua con Claudia Pagnini


Quando riesci a far sì che la tua passione diventi il tuo mestiere, è difficile non affrontare la vita con ottimismo. È forse questo il motivo alla base del sorriso contagioso di Claudia Pagnini, stella nostrana del Wakeboard.

La 22enne riminese, ancora giovanissima, non è soltanto riuscita a realizzare il sogno che aveva sin da bambina, ma ha già fatto in tempo a raccogliere risultati straordinari a livello mondiale. Dopo aver dominato la scena giovanile, vincendo a stretto giro Europei e Mondiali under 19 nel 2019, le soddisfazioni a livello senior non si sono fatte attendere. Il culmine è stato raggiunto nel 2022, con la vittoria ai Wake Park World Championships di Londra.

La variante Cable Wakeboard, che prevede l’utilizzo di un impianto specifico a trascinare l’atleta, è quella in cui il talento di Claudia spicca maggiormente, come dimostra l’attuale 14° posto nel ranking mondiale di specialità. La romagnola della “scuderia” Red Bull, dopo l’infortunio a tibia e perone che ne ha condizionato l’anno passato, è pronta a riprendersi le luci dei riflettori.


Credits | © Red Bull Media House

Come nasce la tua passione per il wakeboard?

La mia passione per il wake nasce sin da piccolina. Mio papà infatti faceva sci nautico e mi portava con lui al lago nei suoi allenamenti. Ho cominciato con gli sci quando avevo 5/6 anni, poi all’età di 7 ho provato finalmente la tavola! Da lì non ho più smesso.

Nel 2022 ti sei laureata Campionessa del Mondo al Wake Park World Championships di Londra. Come si costruisce una vittoria così importante? Parlaci del tuo percorso sportivo dalla carriera giovanile a quella senior.

Dietro ad un Campionato del Mondo c’è tanto tanto lavoro. Tanti allenamenti, viaggi, sudate, lacrime, sconforto, ma anche tanto divertimento! Ho cominciato a fare le gare con il tipico Trofeo Topolino Regionale quando avevo 10/11 anni. Poi sono stata convocata in squadra Nazionale e ho cominciato a fare Gare Europee e Mondiali con il circuito della Federazione. Quando cresci, invece, l’attenzione si sposta di più nei contest, un po’ come nello snowboard. I contest sono gare solitamente ad invito, con un cash prize: eventi molto più interessanti per gli sponsor! Ora continuo a fare gare per la Federazione ma il mio focus è comunque un po’ di più sui contest in giro per il mondo.


Credits | © Red Bull Media House

Ti saresti mai immaginata di rappresentare l’Italia a grandissimi livelli dominando l’acqua da una tavola? Cosa provi quando sfrecci tra rails, pipe, box o altri ostacoli?

È sempre stato il mio sogno, da quando ho cominciato. In primis per me il wakeboard è divertimento, faccio quello che amo di più; sono però molto determinata, e ho sempre avuto in testa l’obiettivo di fare le gare al mio massimo. Quando faccio wake sento di esprimere al 100% me stessa, la mia creatività; credo che non ci sia sensazione più bella!

Quando hai capito che il wakeboard sarebbe diventato la tua professione? Cosa consiglieresti a chi vuole tentare di intraprendere il tuo stesso percorso sportivo?

Ho sempre voluto che il wake diventasse più di un semplice hobby. Questi sono i sogni che hai in testa da bambino. Ho cominciato a crederci sempre di più quando vedevo che il mio livello di stava alzando e che andavo bene nelle gare. Il mio consiglio è non fissare quello come obiettivo, non mettersi mai troppa pressione, e tenere a mente che il wake è ciò che ti fa stare bene; poi il resto vien da sé!

Domanda di rito: quali sono i tuoi obiettivi fuori dall’acqua?

Nel futuro vorrei aprire un impianto, un cablepark tutto mio. In Italia purtroppo non abbiamo tanti impianti per la difficoltà nell’ottenere i permessi. Vorrei creare un park, come piace a me... soprattutto un park per riders!


Credits | © Red Bull Media House
 

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